Non è invidiabile la vita di un re - Isocrate


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Quando infatti rivolgono lo sguardo a coloro che possiedono gli onori, le ricchezze e il dominio1, tutti pensano che coloro che hanno il potere assoluto2 (siano) simili agli dèi; ma quando considerano le paure e i pericoli e passandoli in rassegna3 vedono alcuni abbattuti da chi meno bisognava (che li abbattesse), altri costretti a macchiarsi di colpe verso i (loro) più intimi amici, altri poi a cui sono capitate4 entrambe queste cose, si ricredono pensando5 che vivere in qualunque modo sia più vantaggioso che regnare su tutta l’Asia con tali sventure. La causa di questa anomalia e di (questo) disordine è il fatto che pensano che regnare6 sia proprio di ogni uomo come un sacerdozio, mentre questa7 è l’attività più importante tra quelle umane e che ha bisogno di una grandissima capacità di decisione8.

Isocrate, A Nìcocle 5-6




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Nota 1
i poteri;

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Nota 2
che sono nelle monarchie;

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Nota 3
esaminandoli;

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Nota 4
ad altri capitate

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Nota 5
in senso contrario pensano;

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Nota 6
il regno;

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Nota 7
il che (= il regnare);

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Nota 8
moltissima previdenza.

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