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Pensi che la colpa sia degli oratori o degli ascoltatori1? Non (sono) i primi2 (che) declamano peggio, ma (sono) i secondi2 (che) giudicano in modo pi¨ distorto: frequentano le scuole quasi (solo) dei ragazzini o dei giovani; costoro preferiscono il loro Cestio non solo agli uomini eloquentissimi di cui ho parlato poc'anzi, ma (lo) preferirebbero anche a Cicerone, se non temessero di essere lapidati3. E tuttavia (lo) preferiscono nell'unico modo che possono4: infatti, di questo (= di Cestio) imparano a memoria le declamazioni, di quello (= di Cicerone) (invece) non leggono le orazioni, se non quelle alle quali Cestio ha scritto la replica. Mi ricordo che entrai nella sua scuola mentre stava per recitare (una sua) "Contro Milone"; Cestio, vantandosi dei suoi (pregi) come d'abitudine5, diceva: "Se (io) fossi un gladiatore, sarei Fusio; se fossi un pantomimo, sarei Batillo; se (fossi) un cavallo, (sarei) Melissione". Non riuscii a trattenere la bile ed esclamai: "Se (tu) fossi una cloaca, saresti (la Cloaca) Massima6!" Tutti scoppiarono a ridere fragorosamente7; gli studenti mi guardavano, (chiedendosi) chi fossi, (io) che avevo una simile faccia tosta8. Cestio, che stava per rispondere a Cicerone, non trov˛ qualcosa da rispondere9 a me, ma disse che non sarebbe andato avanti (nel discorso), se (io) non fossi uscito da casa (sua). Io risposi che non sarei uscito da un bagno pubblico se prima non mi fossi lavato10.