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Neppure quell'(altro) avvertimento è fuori luogo 1: (ossia che) le qualità naturali dei ragazzi talvolta si deprimono per l'eccessiva severità del castigo; infatti essi perdono la fiducia e soffrono e finiscono per provare odio 2, e, cosa che è sommamente dannosa, mentre hanno paura di tutto, non osano (far) nulla. E questo è noto anche ai contadini, che ritengono che con i teneri virgulti non si debba usare la falce, perché sembra che essi abbiano paura del ferro e non siano ancora in grado di sopportare una cicatrice. Dunque soprattutto allora (= quando castiga) il maestro dev'essere ben disposto, perché i correttivi, che altrimenti risultano duri per natura, siano mitigati con mano leggera: (egli deve) lodare alcuni risultati, sopportarne altri 3, anche correggerne (alcuni), dopo avere reso conto del motivo per cui ciò viene fatto 4, (e) abbellire (un periodo) aggiungendovi qualcosa di suo. Qualche volta sarà utile anche questo: che il maestro stesso detti tutti i temi, perché il ragazzo li imiti e intanto li ami come suoi 5. Ma se lo stile dell'allievo sarà 6 tanto trascurato da non ammettere correzione, ho sperimentato che c'era un miglioramento 7 ogni qual volta ordinavo (al ragazzo) di riscrivere daccapo lo stesso tema nuovamente spiegato da me: infatti poteva (fare) ancor meglio; perché nulla esalta l'impegno nello studio più della speranza (di riuscire) 8. D'altra parte le correzioni devono tener conto dell'etá dei ragazzi 9, e il (loro) comportamento deve essere giudicato e corretto in rapporto alle (loro) capacità. Io ero solito dire ai ragazzi che si erano permessi qualche eccesso di libertá e di esuberanza 10, che per il momento lo approvavo, (ma che) sarebbe venuto il momento in cui non lo avrei piú permesso 11: così, mentre si rallegravano delle loro qualità naturali, non erano tratti in inganno nel giudicarle 12.