Un dolore simulato, ma per un buon motivo È meglio piangere per uno sconosciuto piuttosto che per qualcuno vicino, perché il dolore provato sarà sempre minore. Ἐν ταῖς Ἀθήναις ἀπέθνῃσκε ἡ χαρίεσσα θυγάτηρ τοῦ Παυσανίου, πλουσίου ῥήτορος Ἀθηναίου. Ἐπὶ μισθῷ τὸν τῆς θυγατρὸς θάνατον γυναῖκες ἔκλαιον· τὰς παρειὰς μὲν οὖν ἤμυσσον, τὰς τρίχας δὲ ἐτίλλοντο, τὰς ἐσθῆτας δὲ διὰ τὴν λύπην διεσπάραττον. Ξένος δέ, ἐπιγιγνόμενος ἐκεῖσε καὶ θαυμάζων, τὰς γυναῖκας οἰκτίρων ἔλεγε· «Ὦ τάλαιναι γυναῖκες, διὰ τί οὕτως ἀθλίως κλαίετε ἐπὶ οὐκ ἰδίᾳ, ἀλλ’ ἀλλοτρίᾳ συμφορᾷ; Ὑμεῖς οὐκ ἐστέ μητέρες αὐτῆς». Πᾶσαι δὲ αἱ γυναῖκες ἀπεκρίνοντο· «Μὴ θαύμαζε, ὦ ξένε, εἰ κλαίομεν ἐπὶ τῷ θανάτῳ τῆς ἀλλοτρίης θυγατρός· δοκοῦμεν γὰρ κλαίειν νῦν ἐπὶ λύπῃ προσποιητῷ, ἵνα μὴ κλαίωμεν αὔριον ἐπὶ λιμῷ ἀληθινῷ».
Traduzione: Ad Atene moriva la graziosa figlia di Pausania, un ricco retore ateniese. A pagamento delle donne piangevano la morte della figlia: si graffiavano dunque le guance, si strappavano i capelli e si laceravano le vesti per il dolore. Un forestiero, allora, giungendo là e meravigliandosi, provando compassione per le donne diceva: «O infelici donne, perché piangete così miseramente per una sventura non privata, ma altrui? Voi non siete le sue madri». E tutte le donne rispondevano: «Non meravigliarti, o forestiero, se piangiamo per la morte della figlia di un altro; sembra infatti che noi piangiamo ora per un dolore simulato, per non piangere domani per una fame vera».
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