La costituzione è l'anima della città - Isocrate Isocrate polemizza contro l'illusione che la grandezza di una città risieda nelle infrastrutture visibili (come le mura o la popolazione numerosa). La vera prosperità deriva unicamente dalla qualità del governo e dalla saggezza (sophrosyne) dei cittadini. Attraverso la celebre analogia tra la politeia per lo Stato e l'intelligenza (phronesis) per il corpo umano, l'autore definisce la costituzione come il vero principio vitale della comunità, da cui dipendono le leggi, gli oratori e i privati cittadini. ῾Απάσης γὰρ τῆς ῾Ελλάδος ὑπὸ τὴν πόλιν ἡμῶν ὑποπεσούσης καὶ μετὰ τὴν Κόνωνος ναυμαχίαν καὶ μετὰ τὴν Τιμοθέου στρατηγίαν, οὐδένα χρόνον τὰς εὐτυχίας κατασχεῖν ἠδυνήθημεν, ἀλλὰ ταχέως διεσκαριφησάμεθα καὶ διελύσαμεν αὐτάς. Πολιτείαν γὰρ τὴν ὀρθῶς ἂν τοῖς πράγμασι χρησομένην οὔτ' ἔχομεν οὔτε καλῶς ζητοῦμεν. Καίτοι τὰς εὐπραγίας ἅπαντες ἴσμεν καὶ παραγιγνομένας καὶ παραμενούσας οὐ τοῖς τὰ τείχη κάλλιστα καὶ μέγιστα περιβεβλημένοις, οὐδὲ τοῖς μετὰ πλείστων ἀνθρώπων εἰς τὸν αὐτὸν τόπον συνηθροισμένοις, ἀλλὰ τοῖς ἄριστα καὶ σωφρονέστατα τὴν αὑτῶν πόλιν διοικοῦσιν. Ἔστι γὰρ ψυχὴ πόλεως οὐδὲν ἕτερον ἢ πολιτεία, τοσαύτην ἔχουσα δύναμιν ὅσην περ ἐν σώματι φρόνησις. Αὕτη γάρ ἐστιν ἡ βουλευομένη περὶ ἁπάντων καὶ τὰ μὲν ἀγαθὰ διαφυλάττουσα, τὰς δὲ συμφορὰς διαφεύγουσα. Ταύτῃ καὶ τοὺς νόμους καὶ τοὺς ῥήτορας καὶ τοὺς ἰδιώτας ἀναγκαῖόν ἐστιν ὁμοιοῦσθαι καὶ πράττειν οὕτως ἑκάστους οἵαν περ ἂν ταύτην ἔχωσιν. Isocrate, Areopagitico 12-14
Traduzione: Infatti dopo che tutta la Grecia cadde sotto la nostra città e dopo la battaglia navale di Conone e il governo di Timoteo non riuscimmo a mantenere neanche un po’ i (nostri) successi ma velocemente li invalidammo e li distruggemmo. Infatti non abbiamo e non cerchiamo nel modo giusto una costituzione che sia in grado di sfruttare bene le situazioni. Eppure, noi tutti sappiamo che i successi sopraggiungono e restano fedeli non a quelli che si sono circondati delle mura più belle e più grandi né a quelli che si sono riuniti con moltissimi uomini nello stesso luogo, ma a quelli che amministrano la loro città nel modo migliore e più saggio. L’anima di una città, infatti, non è niente altro che la costituzione, che ha una forza tanto grande quanta ne ha appunto la mente in un corpo. Questa, infatti, è colei che decide su tutto (lett.: tutte le cose), che difende le cose buone e che evita le sventure. A questa è necessario che si conformino le leggi, gli oratori e i cittadini privati e che ciascuno ottenga risultati secondo la costituzione che ha (lett.: così quale appunto abbia questa).
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