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Ormai quell'uomo errava con me nell'animo e la mia anima non poteva (stare) senza di lui. Ed ecco (che) tu, che incombi alle spalle dei tuoi fuggitivi, "Dio delle vendette" e nello stesso tempo fonte di ogni misericordia1, che ci converti a te in modi stupefacenti, ecco (che) lo togliesti2 da questa vita, dopo che aveva trascorso un anno appena nella mia amicizia, per me dolce al di sopra di tutte le dolcezze di quella mia vita. Da questo dolore il mio cuore fu ricoperto di tenebra, e tutto ciò che vedevo era morte. E la patria era per me un supplizio, e la casa paterna una incredibile infelicità, e tutto ciò che avevo messo in comune con lui, senza di lui si era mutato in una sofferenza lacerante. I miei occhi lo cercavano dovunque, e non lo trovavano3; e odiavo tutte le cose perché non avevano lui, e non potevano più dirmi: "Ecco(lo), verrà", come quando da vivo non era lì4. Io stesso ero divenuto per me un grosso punto interrogativo, e chiedevo alla mia anima perché fosse triste, perché mi tormentasse tanto5, e non sapeva rispondermi niente. E se (le) dicevo: "Spera in Dio", giustamente non (mi) obbediva, perché era più vero e migliore (quell') uomo carissimo che aveva perso, di (quel) fantasma in cui le ordinavo6 di sperare. Solo il pianto mi era dolce. Ed io continuavo ad essere7 per me un luogo di infelicità8, dove non potevo restare, dal quale non potevo fuggire9.