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Bruciò
tutte le lettere che c'erano, perché non fossero (causa) di pericolo
o di danno per nessuno agli occhi del vincitore. Divise anche tra le
persone di casa il (suo) denaro, secondo la disponibilità presente. E
così preparato e risoluto ormai a morire, poiché nel frattempo c'era
stato un tumulto, disse: "Aggiungiamo ancora questa notte alla
nostra vita", e proibì che si facesse violenza ad alcuno; e
lasciando aperta la (sua) camera fino a tardi per chiunque volesse1 recarsi (da lui), si mise a
disposizione di tutti2. Dopo ciò, placata
la sete con un sorso di acqua fresca, afferrò due pugnali, e,
tastata la punta di entrambi, dopo aver(ne) nascosto uno sotto il
cuscino (e dopo aver) chiuso la porta, dormì di un sonno
profondissimo. Svegliatosi infine verso l'alba, con un sol colpo si
trafisse sotto la mammella sinistra, e quando (i suoi amici) fecero irruzione al
(suo) primo gemito, ora nascondendo, ora mostrando (loro) la ferita3,
morì, e fu subito seppellito - così infatti aveva disposto - nel
trentottesimo anno d'età e nel novantacinquesimo giorno del suo
impero.
Soluzione dell'esercizio:
gli
ablativi assoluti sono:
tumultu
inter moras exorto (valore causale);
patente
cubiculo (valore temporale);
sedata
siti (valore temporale);
explorata
utriusque acie (valore temporale);
foribus
adopertis (valore temporale).
Non
è invece, probabilmente, un ablativo assoluto irrumpentibus ad
primum gemitum, non solo perché risulterebbe privo di soggetto,
ma anche perché è da considerare più probabilmente un dativo retto
da celans e da detegens.
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Nota 1
essendo aperta la (sua) camera fino a
tardi se qualcuno volesse;
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Nota 2
offrì disponibilità di sé;
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Nota 3
a coloro che facevano irruzione al
(suo) primo gemito ora nascondendo, ora rivelando la ferita.
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