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Le aspirazioni dei cittadini furono diverse e i pareri opposti. Infatti non eravamo in dissidio soltanto nelle opinioni e nelle passioni, ma anche militarmente1. C'era una sorta di oscurità, c'era una contesa fra i comandanti più illustri; molti non sapevano che cosa fosse meglio, molti che cosa convenisse loro, molti che cosa fosse dignitoso, alcuni perfino che cosa fosse lecito. La repubblica ha portato fino in fondo questa guerra sciagurata e fatale: ha vinto colui che non infiammava il proprio odio con il successo, ma (lo) mitigava con la clemenza; e che non giudicava tutti coloro con cui era adirato degni per
ciò stesso2 di esilio o di morte. Le armi da parte di alcuni sono state deposte, ad altri (sono state) strappate. E' ingrato e ingiusto il cittadino che, liberato dal pericolo delle armi, tuttavia mantiene armato l'animo, tanto che è migliore anche colui che è caduto sul campo, che ha dato la vita per la causa. Infatti quella che ad alcuni può sembrare ostinazione, ad altri3 (può sembrare) coerenza. Ma ormai ogni dissidio è stato stroncato dalle armi,
soffocato dalla giustizia del vincitore: rimane (soltanto) che abbiano un'unica aspirazione4 tutti coloro che hanno non solo un po' di saggezza, ma anche di buon senso.
Soluzione dell'esercizio:
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Nota 1
nelle armi e negli accampamenti;
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Nota 2
essi stessi anche degni;
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Nota 3
la medesima ad altri;
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Nota
4
vogliano un'unica cosa.
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