Torna alla Home

Torna al testo latino

 

 

 

  Chi propone leggi e regole di vita deve essere il primo ad osservarle

 

E se il popolo liberamente (lett.: libero) sceglierà a chi affidarsi e sceglierà, se solo vuole essere salvo, tutti i migliori, di sicuro la salvezza delle città viene a trovarsi nelle deliberazione degli ottimi, soprattutto perché la natura ha destinato non solo che i sommi per virtù ed animo siano a capo di quelli più deboli, ma anche che questi (più deboli) vogliano obbedire ai sommi. Ma dicono che questa ottima condizione sia stata capovolta dalle opinioni distorte degli uomini, i quali, non conoscendo la virtù (lett.: per ignoranza della virtù), che non solo si trova in pochi, ma anche da pochi è giudicata e vista, ritengono che i migliori siano (ora) gli uomini ricchi e molto agiati ora quelli nati da nobile famiglia. Per questo errore del volgo da quando incominciarono a reggere lo Stato la potenza di pochi, non le virtù, quei capi stanno attaccati coi denti al nome di ottimati, ma nella sostanza non possiedono quel nome. Infatti ricchezza, nome, potenza, privi di saggezza e di misura nel (lett.: di) vivere e nel (lett.: di) comandare ad altri, sono pieni di sconvenienza e di arrogante superbia e non vi è nessuna forma di governo più snaturata di quella in cui i più ricchi sono ritenuti i migliori. Quando invece la virtù governa lo Stato, che cosa può esserci di più nobile? Quando colui che comanda ad altri, non è schiavo egli stesso di nessuna passione, quando ha abbracciato egli stesso quelle norme alle quali ammaestra e chiama i cittadini, né impone al popolo leggi alle quali egli stesso non obbedisca, ma propone ai suoi concittadini la sua vita come legge.

 Copyright: traduzione di proprietà del sito www.studentimiei.it. Diritti riservati.