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Cari amici,

devo ammettere che questa è una pagina per "specialisti". Ebbene sì! Parliamo niente meno che di 

diritto romano

La sezione, che si preannuncia molto interessante, sarà ampliata un po' alla volta e saranno graditi i vostri suggerimenti e le vostre richieste. 

Scriveteci, come al solito a  info@studentimiei.com

Breve introduzione:

I Romani hanno avuto il grande merito di fondare con metodo scientifico il diritto e ne erano consapevoli. Dice infatti Virgilio nell' "Eneide" che altri popoli eccelleranno nelle arti e nella letteratura, ma la prerogativa dei Romani è di "parcere subiectis et debellare superbos" (risparmiare chi si assoggetta e domare i superbi), dare cioè regole di convivenza civile, applicare l'aequitas e in, senso lato, creare un diritto internazionale, dare un ordine al mondo. 

Nell'antica Roma l'elaborazione del diritto privato si realizzò partendo dall'analisi e dal confronto di casi concreti per poi giungere alla formulazione di principi generali con un processo di astrazione. Tale sistema giuridico strutturato con rigore scientifico si è poi potuto adattare a vari tipi di società ed è vitale ancor oggi.

Alle sue origini il diritto romano è solo ius civile, cioè dei cittadini romani e si fonda sui "mores" (le consuetudini). 

La lex (legge) può essere "data" o "rogata". E' "data" quando il popolo dà l'incarico ad un magistrato di legiferare (l'esempio più illustre è quello della Legge delle XII Tavole emanata dai Decemviri). E' "rogata", quando viene proposta dal magistrato all'assemblea popolare , la cui approvazione è decisiva. 

C'è una classe sacerdotale, quella dei pontefici, cioè dei membri del collegio che vigila sul culto (da "pontem facere". In origine colui che cura la costruzione del ponte sul Tevere) che conosce ed interpreta il diritto e ci sono legami fortissimi tra la sfera del sacro (fas) e la sfera del diritto umano (ius). In questa prima fase, detta dell'età arcaica, il diritto rispecchia una società fondamentalmente rurale.

A partire dalla metà del III secolo a.C, nell'età classica, con l'estendersi della potenza di Roma nel Mediterraneo, il sistema giuridico si arricchisce di nuovi istituti e l'interpretazione giurisprudenziale non è più monopolio dei pontefici, ma, per cosi' dire, si laicizza. Con il Principato acquistano importanza i senatusconsulta (decisioni del Senato) e le costitutiones Principum (leggi degli imperatori) e non esiste più alcun intervento popolare.

Nell'età postclassica, a partire dal III secolo d.C., il livello dell'attività dei giuristi scende. Ciò non ostante non viene del tutto trascurato lo studio del diritto ed abbiamo con Giustiniano il "Corpus Iuris Civilis".



Qualche definizione riguardante il 

IUS

Publicum  ius est quod ad Statum rei Romanae spectat, privatum quod ad singulorum utilitatem (Ulpiano): definizione di diritto pubblico e privato: "il diritto pubblico è ciò che riguarda lo Stato romano, (il diritto) privato (è) ciò che (riguarda) l'utilità dei singoli          

Ius est ars  boni et aequi (Ulpiano): la radice del diritto è fondamentalmente etica, infatti l'espressione significa alla lettera: "il diritto è l'arte del bene e del giusto"

Id quod semper aequum et bonum est: definizione del ius naturale: "ciò che è sempre giusto e buono"

Adiuvandi vel supplendi vel corrigendi iuris civilis gratia (Papiniano): ( il pretore svolge la sua attività giurisprudenziale) " per aiutare o supplire o correggere il diritto civile", realizzando l'aequitas, qualora l'applicazione del ius civile paia iniqua. 

Ius civile: "il diritto civile": il diritto che riguarda solo i cittadini romani. 
 
Ius honorarium: il diritto creato da pretori, edili curuli e governatori delle province. 

Ius gentium: "il diritto delle genti": il diritto che riguardava sia i cives Romani sia i peregrini. 

Facultas agendi: "facoltà di agire", pretesa garantita dal diritto oggettivo. 

Quod principi placuit, legis habet vigorem  (Ulpiano ): "ciò che è piaciuto al principe ha vigore di legge". Si afferma così il valore vincolante delle Costitutiones Principum, cioè delle leggi emanate dagli Imperatori. 

Exceptio: "eccezione", rimedio a favore dell'accusato. Il giudice avrebbe condannato il convenuto solo se i fatti espressi nell'exceptio non si  fossero rivelati veri. 

Ignorantia iuris non excusat: "l'ignoranza del diritto non scusa", non giustifica. Ogni cittadino ha il dovere di conoscere l'ordinamento giuridico che lo riguarda. 

Vis in animo illata: " violenza portata nell'animo", cioè violenza morale 

Vis in corpore illata: "violenza portata nel corpo", cioè violenza fisica.

 

           
La rubrica è curata dalla prof.ssa Mariangela Musso

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