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L’egemonia di Atene andò degenerando

 

Καὶ γὰρ τὸ πρότερον ἐκ μὲν τῆς τοιαύτης πολυπραγμοσύνης εἰς τοὺς ἐσχάτους κινδύνους κατέστημεν, ἐκ δὲ τοῦ δικαίαν τὴν πόλιν παρέχειν καὶ βοηθεῖν τοῖς ἀδικουμένοις καὶ μὴ τῶν ἀλλοτρίων ἐπιθυμεῖν παρ' ἑκόντων τῶν ῾Ελλήνων τὴν ἡγεμονίαν ἐλάβομεν· ὧν νῦν ἀλογίστως καὶ λίαν εἰκῇ πολὺν ἤδη χρόνον καταφρονοῦμεν. Εἰς τοῦτο γάρ τινες ἀνοίας ἐληλύθασιν ὥσθ' ὑπειλήφασι τὴν μὲν ἀδικίαν ἐπονείδιστον μὲν εἶναι, κερδαλέαν δὲ καὶ πρὸς τὸν βίον τὸν καθ' ἡμέραν συμφέρουσαν, τὴν δὲ δικαιοσύνην εὐδόκιμον μὲν, ἀλυσιτελῆ δὲ καὶ μᾶλλον δυναμένην τοὺς ἄλλους ὠφελεῖν τοὺς ἔχοντας αὐτὴν, κακῶς εἰδότες ὡς οὔτε πρὸς χρηματισμὸν οὔτε πρὸς δόξαν οὔτε πρὸς δεῖ πράττειν οὔθ' ὅλως πρὸς εὐδαιμονίαν οὐδὲν ἂν συμβάλοιτο τηλικαύτην δύναμιν ὅσην περ ἀρετὴ καὶ τὰ μέρη ταύτης. Τοῖς γὰρ ἀγαθοῖς οἷς ἔχομεν ἐν τῇ ψυχῇ, τούτοις κτώμεθα καὶ τὰς ἄλλας ὠφελείας, ὧν δεόμενοι τυγχάνομεν· ὥσθ' οἱ τῆς αὑτῶν διανοίας ἀμελοῦντες λελήθασι σφᾶς αὐτοὺς ἅμα τοῦ τε φρονεῖν ἄμεινον καὶ τοῦ πράττειν βέλτιον ὀλιγωροῦντες.

Isocrate, Pace 30-32

 

 

Ed ecco la traduzione letterale

                                                            

Infatti anche prima precipitammo nei pericoli estremi a causa di una tale smania di fare, invece a causa del presentare la nostra città giusta e dell’andare in aiuto degli oppressi e del non desiderare i beni altrui, ottenemmo l’egemonia dai Greci (che ce la diedero) volentieri. Ma noi ora già da molto tempo non ci curiamo di queste cose, stoltamente e in modo eccessivamente temerario. Alcuni infatti sono giunti a tal punto di follia da pensare che l’ingiustizia sia sì molto biasimevole ma proficua e utile per la vita di tutti i giorni e che invece la giustizia sia sì lodevole ma inutile e in grado di giovare più agli altri che a quelli che la esercitano, non (lett.: male) sapendo che né per fare soldi né per la fama né per quelle cose che bisogna fare né insomma per il benessere, nulla potrebbe contribuire (fornendo) una forza tale quanto è quella che fornisce la virtù e le sue parti. Infatti con i beni che abbiamo nell’anima ci procuriamo anche gli altri vantaggi di cui ci troviamo ad aver bisogno; cosicché coloro che non si curano della propria anima, senza accorgersene trascurano nello stesso tempo sia l’essere più saggi sia il maggior benessere (lett.: lo stare meglio).


 


 

 

 

 

   

 

 

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